Ghazal 175
صبا به تهنیت پیر میفروش آمد
که موسم طرب و عیش و ناز و نوش آمد
هوا مسیحنفس گشت و باد نافهگشای
درخت سبز شد و مرغ در خروش آمد
تنور لاله چنان برفروخت باد بهار
که غنچه غرق عرق گشت و گل به جوش آمد
به گوش هوش نیوش از من و به عشرت کوش
که این سخن سحر از هاتفم به گوش آمد
ز فکر تفرقه بازآی تا شوی مجموع
به حکم آنکه چو شد اهرمن سروش آمد
ز مرغ صبح ندانم که سوسن آزاد
چه گوش کرد که با ده زبان خموش آمد
چه جای صحبت نامحرم است مجلس انس؟
سر پیاله بپوشان که خرقهپوش آمد
ز خانقاه به میخانه میرود حافظ
مگر ز مستی زهد ریا به هوش آمد
La brezza è venuta a congratularsi con il vecchio vinaio:
è venuta la stagione della gioia, del piacere, del vezzo e del bere.
L'aria ha preso il respiro del Messia e il vento apre la borsa di muschio;
l'albero è rinverdito e l'uccello ha preso a cantare.
Il vento di primavera ha acceso a tal punto il forno del tulipano
che il bocciolo è annegato nel sudore e la rosa è andata in ebollizione.
Ascoltami con l'orecchio dell'intelletto e datti al piacere,
ché questa parola mi è giunta all'alba da una voce nascosta.
Torna indietro dai pensieri di dispersione, per essere raccolto,
ché la regola vuole che, andato Ahriman, venga l'angelo.
Non so che cosa abbia udito il giglio libero dall'uccello del mattino,
che con dieci lingue è rimasto muto.
Che c'entra la compagnia dell'estraneo nel ritrovo degli intimi?
Copri la coppa, ché è arrivato quello col saio.
Hafez va dal convento alla taverna;
forse è tornato in sé dall'ebbrezza della pietà ipocrita.
È venuto un tempo di gioia e di rinnovamento; approfittane. Lascia andare i pensieri dispersi e troverai calma: quando il male se ne va, il bene ne prende il posto. Tieni il tuo segreto e i tuoi piaceri al riparo dagli estranei. Sei uscito dalla finzione, e questo è un risveglio, non uno smarrimento.