Ghazal 232
بر سر آنم که گر ز دست برآید
دست بهکاری زنم که غصه سرآید
خلوت دل نیست جای صحبت اضداد
دیو چو بیرون رود فرشته درآید
صحبت حکام ظلمت شب یلداست
نور ز خورشید جوی بو که برآید
بر در ارباب بیمروت دنیا
چند نشینی که خواجه کی به درآید
ترک گدایی مکن که گنج بیابی
از نظر رهروی که در گذر آید
صالح و طالح متاع خویش نمودند
تا که قبول افتد و که در نظر آید
بلبل عاشق تو عمر خواه که آخر
باغ شود سبز و شاخ گل به برآید
غفلت حافظ در این سراچه عجب نیست
هر که به میخانه رفت بیخبر آید
Sono deciso, se è in mio potere,
a mettere mano a un'opera per cui il dolore finisca.
L'intimità del cuore non è luogo per la compagnia degli opposti;
quando il demone esce, entra l'angelo.
La compagnia dei governanti è la tenebra della notte più lunga;
cerca la luce dal sole, forse sorgerà.
Alla porta dei signori senza generosità di questo mondo,
quanto resterai seduto a chiederti quando uscirà il padrone?
Non smettere di mendicare, ché troverai un tesoro
dallo sguardo di un viandante che passa.
Il giusto e il malvagio hanno mostrato la loro merce;
vediamo chi sarà accolto e chi troverà favore.
Usignolo innamorato, chiedi lunga vita, ché alla fine
il giardino si farà verde e il ramo della rosa fiorirà.
La sbadataggine di Hafez in questa casetta non stupisce;
chi è andato alla taverna torna senza coscienza di sé.
È ora di metterti tu stesso all'opera perché il dolore finisca. Libera il cuore dai pensieri in conflitto, perché ci sia spazio per il bene. Nulla si ottiene alla porta dei potenti senza generosità: cerca la luce altrove. Non abbandonare l'umiltà e la richiesta; il sollievo verrà da qualcuno che non ti aspetti. Abbi pazienza: la primavera arriva.