Ghazal 261

درآ که در دل خسته، توان درآید باز
بیا که در تن مرده، روان درآید باز

بیا که فرقت تو، چشم من چنان در بست
که فتح باب وصالت مگر گشاید باز

غمی که چون سپه زنگ، ملک دل بگرفت
ز خیل شادی روم رخت زداید باز

به پیش آینهٔ دل هر آن چه می‌دارم
به جز خیال جمالت، نمی‌نماید باز

بدان مثل که شب آبستن است روز از تو
ستاره می‌شمرم تا که شب چه زاید باز

بیا که بلبل مطبوع خاطر حافظ
به بوی گلبن وصل تو می‌سراید باز

Entra, perché nel cuore stanco torni la forza;
vieni, perché nel corpo morto torni l'anima.

Vieni, ché la tua lontananza mi ha chiuso gli occhi a tal punto
che solo l'aprirsi della porta della tua unione li riaprirà.

Il dolore che come un esercito di tenebre prese il regno del cuore
sarà cancellato di nuovo dalla chiara schiera della gioia del tuo volto.

Qualunque cosa io ponga davanti allo specchio del cuore,
non mi rimanda che l'immagine della tua bellezza.

Secondo il detto «la notte è gravida», lontano da te
conto le stelle, per vedere che cosa partorirà la notte.

Vieni, ché l'usignolo dell'animo gentile di Hafez
canta di nuovo nella speranza del roseto della tua unione.

Aspetti l'arrivo di qualcuno la cui presenza ti ridà vita. Il dolore che ha preso il tuo cuore svanirà quando lo vedrai. Non pensi ad altro che a quella persona. La notte è gravida di eventi: abbi pazienza e guarda che cosa porta il domani. I segni sono buoni.