Ghazal 382

فاتحه‌ای چو آمدی بر سر خسته‌ای بخوان
لب بگشا که می‌دهد لعل لبت به مرده جان

آن که به پرسش آمد و فاتحه خواند و می‌رود
گو نفسی که روح را می‌کنم از پیش روان

ای که طبیب خسته‌ای، روی زبان من ببین
کاین دم و دود سینه‌ام، بار دل است بر زبان

گرچه تب استخوان من کرد ز مهر گرم و رفت
همچو تبم نمی‌رود آتش مهر از استخوان

حال دلم ز خال تو هست در آتشش وطن
چشمم از آن دو چشم تو خسته شده‌ست و ناتوان

بازنشان حرارتم ز آب دو دیده و ببین
نبض مرا که می‌دهد هیچ ز زندگی نشان

آن که مدام شیشه‌ام از پی عیش داده است
شیشه‌ام از چه می‌برد پیش طبیب هر زمان؟

حافظ از آب زندگی شعر تو داد شربتم
ترک طبیب کن بیا نسخهٔ شربتم بخوان

Quando vieni, recita una Fatiha al capezzale di un malato sfinito;
apri le labbra, ché il rubino del tuo labbro dà vita al morto.

A colui che è venuto a chiedere, ha recitato la Fatiha e se ne va,
di': «Un momento, ché mando la mia anima davanti a lui.»

O tu, medico del malato, guarda la superficie della mia lingua,
ché questo fiato e fumo del mio petto è il peso del cuore sulla lingua.

Benché la febbre abbia scaldato le mie ossa d'amore e se ne sia andata,
il fuoco dell'amore non lascia le ossa come la mia febbre.

Lo stato del mio cuore, per il tuo neo, ha la sua patria nel fuoco;
il mio occhio, per quei tuoi due occhi, è diventato malato e debole.

Abbassa il mio calore con l'acqua dei miei due occhi, e guarda
se il mio polso dà qualche segno di vita.

Colui che sempre mi dava il vetro per il piacere,
perché porta ogni volta il mio vetro dal medico?

Hafez, i tuoi versi mi hanno dato uno sciroppo dell'acqua della vita;
lascia il medico e vieni a leggere la ricetta del mio sciroppo.

La tua malattia o stanchezza viene dal cuore, non dal corpo, e la sua cura è la visita e la parola affettuosa di chi ami. Chiedigli di venire a trovarti e di restare un po' di più. Il medico non ha rimedio per questo dolore. La buona parola e la poesia sono balsamo per il tuo cuore: rifugiati in esse, e conserva la speranza di guarire.