Ghazal 465
رفتم به باغ صبحدمی تا چنم گلی
آمد به گوش ناگهم آواز بلبلی
مسکین چو من به عشق گلی گشته مبتلا
و اندر چمن فکنده ز فریاد غلغلی
میگشتم اندر آن چمن و باغ دم به دم
میکردم اندر آن گل و بلبل تاملی
گل یار حسن گشته و بلبل قرین عشق
آن را تفضلی نه و این را تبدلی
چون کرد در دلم اثر آواز عندلیب
گشتم چنان که هیچ نماندم تحملی
بس گل شکفته میشود این باغ را ولی
کس بی بلای خار نچیدهست از او گلی
حافظ مدار امید فرج از مدار چرخ
دارد هزار عیب و ندارد تفضلی
Andai in giardino un mattino per cogliere una rosa;
all'improvviso mi giunse all'orecchio la voce di un usignolo.
Il poveretto, come me, era preso d'amore per una rosa,
e con le sue grida aveva gettato scompiglio nel prato.
Giravo per quel prato e quel giardino di momento in momento,
riflettendo su quella rosa e quell'usignolo.
La rosa era diventata amica della bellezza, l'usignolo compagno dell'amore;
da quella nessun favore, in questo nessun mutamento.
Quando la voce dell'usignolo ebbe fatto effetto nel mio cuore,
divenni tale che non mi rimase sopportazione.
Molte rose sbocciano in questo giardino, ma
nessuno ne ha colta una senza il male della spina.
Hafez, non sperare sollievo dal giro della ruota;
ha mille difetti e nemmeno una bontà.
Il tuo stato è come quello di un usignolo che ha dato il cuore a una rosa indifferente: lei non cambia, e il tuo amore non diminuisce. Vedere qualcuno nella stessa pena ha rinnovato la tua tristezza. Sappi che nessuna rosa si ottiene senza spina. Non riporre la speranza nel giro della sorte: se vuoi questa via, accettane anche la durezza.