Ghazal 483

سحرگه ره ‎روی در سرزمینی
همی گفت این معما با قرینی

که ای صوفی شراب آن گه شود صاف
که در شیشه برآرد اربعینی

خدا زان خرقه بیزار است صد بار
که صد بت باشدش در آستینی

مروت گر چه نامی بی‌نشان است
نیازی عرضه کن بر نازنینی

ثوابت باشد ای دارای خرمن
اگر رحمی کنی بر خوشه‌چینی

نمی‌بینم نشاط عیش در کس
نه درمان دلی نه درد دینی

درون‌ها تیره شد باشد که از غیب
چراغی برکند خلوت‌نشینی

گر انگشت سلیمانی نباشد
چه خاصیت دهد نقش نگینی؟

اگر چه رسم خوبان تندخویی‌ست
چه باشد گر بسازد با غمینی؟

ره میخانه بنما تا بپرسم
مآل خویش را از پیش‌بینی

نه حافظ را حضور درس خلوت
نه دانشمند را علم‌ الیقینی

All'alba, un viandante, in una certa terra,
diceva questo enigma a un compagno:

«O sufi, il vino diventa limpido solo
quando ha passato quaranta giorni nella fiala.

Dio ha cento volte in disgusto quel saio
che ha cento idoli nella manica.

Benché la generosità sia un nome senza traccia,
presenta il tuo bisogno a una persona delicata.

Avrai ricompensa, o padrone del raccolto,
se avrai pietà di uno spigolatore.

Non vedo in nessuno la letizia del piacere,
né rimedio per un cuore né pena per la fede.

Gli animi si sono oscurati; forse dall'invisibile
un recluso alzerà una lampada.

Se non c'è il dito di Salomone,
che virtù dà l'incisione di un sigillo?

Benché sia costume dei belli il carattere aspro,
che sarebbe se uno si accordasse con un afflitto?

Mostrami la via della taverna, perché io chieda
il mio stesso esito a qualcuno che vede lontano.

Né Hafez ha raccoglimento per la lezione né ritiro,
né il dotto ha scienza di certezza».

Ogni cosa ha bisogno di tempo per maturare: abbi pazienza. Lascia l'ipocrisia. Confida il tuo bisogno a qualcuno di gentile, e se hai tu stesso dei mezzi, aiuta chi è nel bisogno. I tempi sono bui e pochi hanno il cuore lieto, ma c'è speranza di un'apertura dall'invisibile. Chiedi a qualcuno esperto e avveduto dell'esito della tua faccenda.