Ghazal 264: Alzati, e versa l'acqua della gioia nella coppa d'oro

خیز و در کاسهٔ زر آب طربناک انداز
پیشتر زان که شود کاسهٔ سر خاک‌ انداز

عاقبت منزل ما وادی خاموشان است
حالیا غلغله در گنبد افلاک انداز

چشم آلوده‌نظر، از رخ جانان دور است
بر رخ او نظر از آینهٔ پاک انداز

به سر سبز تو ای سرو که گر خاک شوم
ناز از سر بنه و سایه بر این خاک انداز

دل ما را که ز مار سر زلف تو بخست
از لب خود به شفاخانهٔ تریاک انداز

ملک این مزرعه دانی که ثباتی ندهد
آتشی از جگر جام، در املاک انداز

غسل در اشک زدم کاهل طریقت گویند
پاک شو اول و پس دیده بر آن پاک انداز

یا رب آن زاهد خودبین که به جز عیب ندید
دود آهیش در آیینهٔ ادراک انداز

چون گل از نکهت او جامه قبا کن حافظ
وین قبا در ره آن قامت چالاک انداز

Alzati, e versa l'acqua della gioia nella coppa d'oro,
prima che la coppa del cranio diventi una paletta per la polvere.

Alla fine la nostra dimora è la valle dei silenziosi;
per ora getta un frastuono nella cupola dei cieli.

L'occhio dallo sguardo macchiato è lontano dal volto dell'amato;
guarda il suo volto da uno specchio pulito.

Per il tuo capo verde, o cipresso: quando sarò polvere,
deponi la fierezza e getta la tua ombra su questa polvere.

Il nostro cuore, ferito dal serpente della tua ciocca,
mandalo col tuo labbro alla casa di guarigione dell'antidoto.

Sai che il possesso di questo campo non dà nulla di duraturo;
getta un fuoco dal cuore della coppa su tutti i possedimenti.

Mi sono lavato nelle lacrime, ché la gente della Via dice:
«Sii puro prima, e poi posa l'occhio su quel Puro.»

Signore, a quell'asceta pieno di sé che non vide altro che difetti,
getta il fumo di un sospiro sullo specchio del suo intelletto.

Come la rosa, al suo profumo strappati la veste, Hafez,
e getta quella tunica sulla strada di quella figura agile.

Interpretazione del fal

La vita è breve e tutto finisce nel silenzio; perciò finché ci sei, vivi con gioia e fa' sentire al mondo la tua voce. Le ricchezze e le proprietà del mondo non durano: non legarvi il cuore. Per raggiungere ciò che è puro e prezioso, purifica prima il tuo cuore e il tuo sguardo. Non prendere sul serio le critiche dei presuntuosi.