Ghazal 24: Non chiedere obbedienza, voti o rettitudine a me ubriaco

مطلب طاعت و پیمان و صلاح از من مست
که به پیمانه‌کشی شهره شدم روز الست

من همان دم که وضو ساختم از چشمهٔ عشق
چار تکبیر زدم یکسره بر هرچه که هست

می بده تا دهمت آگهی از سر قضا
که به روی که شدم عاشق و از بوی که مست

کمر کوه کم است از کمر مور اینجا
ناامید از در رحمت مشو ای باده‌پرست

بجز آن نرگس مستانه که چشمش مرساد
زیر این طارم فیروزه کسی خوش ننشست

جان فدای دهنش باد که در باغ نظر
چمن آرای جهان، خوشتر از این غنچه نبست

حافظ از دولت عشق تو سلیمانی شد
یعنی از وصل تواش نیست بجز باد به دست

Non chiedere obbedienza, voti o rettitudine a me ubriaco,
ché fui famoso per vuotare la coppa nel giorno del patto primordiale.

Nell'istante in cui feci l'abluzione alla fonte dell'amore,
recitai d'un fiato la preghiera dei morti su tutto ciò che esiste.

Dammi vino, che ti darò notizia del segreto del destino:
di quale volto mi innamorai e di quale profumo sono ebbro.

La vita del monte è qui meno della vita della formica;
non disperare della porta della misericordia, o adoratore del vino.

Tranne quel narciso inebriato, che il malocchio non lo tocchi,
nessuno si è seduto lieto sotto questa cupola di turchese.

La mia vita sia riscatto della sua bocca, ché nel giardino dello sguardo
il giardiniere del mondo non ha legato bocciolo più bello.

Per la fortuna del tuo amore Hafez è diventato un Salomone:
cioè, dell'unione con te non ha in mano che vento.

Interpretazione del fal

Il tuo attaccamento ha radici profonde e non sarà rimosso da consigli o divieti. Hai rinunciato a molto per ciò che ami. Anche se non hai ancora nulla in mano, non disperare della misericordia di Dio, davanti alla quale un monte non pesa più di una formica. Sii sincero con te stesso e non fingere una virtù che non senti.