Ghazal 337: Perché non dovrei decidermi a tornare alla mia terra?

چرا نه در پی عزم دیار خود باشم
چرا نه خاک سر کوی یار خود باشم

غم غریبی و غربت چو بر نمی‌تابم
به شهر خود روم و شهریار خود باشم

ز محرمان سراپردهٔ وصال شوم
ز بندگان خداوندگار خود باشم

چو کار عمر نه پیداست باری آن اولی
که روز واقعه پیش نگار خود باشم

ز دست بخت گران‌خواب و کار بی‌سامان
گرم بود گله‌ای، رازدار خود باشم

همیشه پیشهٔ من عاشقی و رندی بود
دگر بکوشم و مشغول کار خود باشم

بود که لطف ازل رهنمون شود حافظ
وگرنه تا به ابد شرمسار خود باشم

Perché non dovrei decidermi a tornare alla mia terra?
Perché non dovrei essere la polvere del capo della via del mio amico?

Poiché non sopporto il dolore di essere straniero in esilio,
andrò nella mia città e sarò il re di me stesso.

Diventerò uno degli intimi del padiglione dell'unione;
sarò uno dei servi del mio signore.

Poiché la faccenda della vita è incerta, è meglio almeno
che nel giorno della mia morte io sia presso la mia amata.

Della fortuna dal sonno pesante e delle faccende in disordine,
se ho una lagnanza, custodirò il mio segreto.

Il mio mestiere è sempre stato l'amore e la vita da rend;
mi sforzerò ancora e mi occuperò del mio lavoro.

Può darsi che la grazia eterna mi faccia da guida, Hafez;
altrimenti mi vergognerò di me stesso per sempre.

Interpretazione del fal

Il fal parla chiaramente di ritorno: torna alla tua città, alla tua casa o al tuo posto, dove sei padrone dei tuoi affari. Restare lontano non ti serve più. La vita è incerta: è meglio essere vicino a chi ami. Non lamentarti della tua sorte, e non confidare la lamentela a nessuno. Torna al tuo lavoro e alla tua strada, e chiedi a Dio di guidarti.